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Compagnia delle Bollicine
Associazione Culturale
spettacoli

IL BAMBINO RANOCCHIO
C’era una volta un bambino che faceva un sacco di capricci, non gli andava bene proprio niente. Un bel giorno si trasformò in un ranocchio, e così trasformato incontrò un lupo, una strega maldestra, un mago pasticcione e perfino il suo migliore amico Pierino che ovviamente non lo riconobbe.
Dopo tante disavventure si accorse che forse era meglio quando era un bambino, ma quando tutto sembrava perduto, grazie all’aiuto di una magica clownetta, di una bimba-principessa e di tutti i bambini del pubblico, si accorse che stava sognando, e da allora apprezzò con gioia tutte le meraviglie che la vita ci offre giornalmente.
Scritto per l’infanzia, appositamente curato nei linguaggi, visivo e verbale, il racconto viene narrato in scena dal Clown Bignè che interloquisce con i bambini in maniera divertente, mentre dal boccascena del teatrino si avvicendano i personaggi burattini e le sagome dipinte che illustrano tutti gli elementi, resi particolarmente espressivi dallo stile grafico, con i quali il bambino Oreste si trova a fare i conti.
I bambini seguono con molta attenzione e partecipazione le avventure del bambino ranocchio, si identificano in lui ed esprimono le loro idee in merito, in quanto il tema dei capricci li tocca personalmente in modi diversi, il Clown Bignè li conduce attraverso la storia e facilita le loro osservazioni con attenzione e leggerezza al tempo stesso.
La voce fuori campo della nonna desta volutamente l’immaginazione dei bimbi lasciando spazio alla fantasia di ognuno nell’associarvi un volto.
Il finale sorprende allegramente con la crescita smisurata del bambino Oreste che diventa grande tutto d’un fiato … e gioca ancora con le bolle di sapone.
FANTASIA DI BOLLE
Il felice incontro tra chimica e geometria … liquida
Giocare con le bolle di sapone è uno dei passatempi più inossidabili, la leggerezza e la forma variabilmente tendente alla ricomposizione sferica aprono negli occhi di chi le osserva un incanto ricco di attesa-sorpresa che si rinnovano all’infinito.
Fare bolle di sapone è da lungo tempo il divertimento di tanti bambini. Tutti noi abbiamo giocato con le bolle di sapone da piccoli. Una cannuccia di paglia ed un bicchiere con acqua saponata era tutto quanto necessario per un divertimento assicurato per ore. Un bambino faceva le bolle, altri le rincorrevano o le osservavano.
Quello che ci meraviglia, è la forma sferica e perfetta delle bolle, i loro colori e trasparenza, la leggerezza che rivaleggiava solo con quella delle farfalle e delle fate.
Le bolle di sapone sono un potente strumento di distrazione e rilassamento, l’aspetto di distrazione si riferisce alla formazione delle bolle (numero, forma, colore) da cui il bambino può restare affascinato e catturato, seguendone il movimento nella stanza. L’aspetto rilassante si riferisce all’espirazione usata per produrle e soffiarle
Si possono fare esperimenti interessanti e giochi divertenti, quali creare bolle di dimensioni diverse, bolle concentriche, lamine della superficie di metri quadrati e bolle del volume di metri cubi, tanto da potervi imprigionare più di un bambino.
Durante…la Commedia
Ovvero Dante e la Divina
Dal 2021, la ricorrenza dei 700 anni dalla scomparsa di Dante Alighieri ha generato, un rinnovato e vivace interesse per l’Opera del Padre della lingua italiana, offrendo un grande stimolo a riapprofondirne e rielaborarne i contenuti nelle più svariate forme artistiche, rivolte a tutti i diversi tipi di pubblico e luoghi della cultura, a partire dalle Scuole, Biblioteche, Teatri, Sedi storiche ecc.
Come Compagnia di Teatro Ragazzi, abbiamo voluto partecipare a questo “fermento”, con l’intento di offrire ai più giovani uno spettacolo di Figura e d’attore, poliedrico, suggestivo e divertente che susciti in loro curiosità, desiderio di conoscenza, arricchimento emozionale e formativo.
Già rappresentato in anteprima presso Palazzo Rospigliosi a Zagarolo, con sincero apprezzamento da parte del pubblico sia infantile che adulto, che ne ha saputo cogliere sia gli aspetti poetici che tecnici, sia linguistici che di forte impatto visivo, Durante…la Commedia – ovvero Dante e la Divina, è il nostro contributo a questa preziosa fase culturale che restituisce grande interesse, proprio anche da parte dei giovanissimi, al Sommo Poeta.
Il viaggio di Dante Alighieri viene proposto attraverso il Teatro di Figura e d’attore con Burattini d’Arte che consentono di caratterizzare i personaggi in maniera sorprendente e divertente, con un linguaggio sia verbale che visivo ricco e movimentato, stimolando l’attenzione e offrendo una chiave di lettura innovativa.
La narrazione dal vivo, che si avvale anche dell’utilizzo di un pannello tondo girevole dipinto riproducente lo schema generale della visione dantesca, consente di illustrare la globalità dell’opera stessa come filo conduttore, alternando quindi la rappresentazione delle scene più significative con burattini, sagome e scene tridimensionali: partendo dalla selva oscura e le sue fiere, Dante incontra il Maestro Virgilio che lo guiderà, passando per l’Inferno tra gli Ignavi, Caronte, il Conte Ugolino e l’Arcivescovo Ruggieri, Lucifero, e risalendo il Purgatorio, fino all’Eden in cui troveremo Beatrice che lo condurrà infine nel Paradiso, sviluppato con la magica tecnica delle silhouette in ombra.
Il testo è elaborato in uno stile snello, a tratti ironico e giocoso che si avvale di qualche “licenza poetica”, eppure sempre aderente al percorso originale, in cui le citazioni più significative della Commedia segnano i passaggi chiave, la simbologia e le allegorie vengono trasmesse con fluidità dai personaggi burattini e, in modo anche interattivo con spunti arguti di riflessione, nelle fasi di narrazione d’attore, stimolando la curiosità e le associazioni di idee sui contenuti sia emozionali che storici. Non mancano momenti esilaranti, e nemmeno elementi più profondi e riferimenti educativi e didattici.
Il burattino qui assume valore culturale e forza comunicativa.
Lo spettacolo “Durante… la Commedia” appassiona e coinvolge vivacemente, in un viaggio emozionante e ricco di sorprese, particolarmente adeguato al pubblico della scuola primaria e secondaria di primo grado.
Me l'ha detto l'uccellino (novella natalizia)
scritto da TIZIANA DI NORCIA
http://www.youtube.com/watch?v=UfsuY5Vv7E0&feature=share
Babbo Natale è triste, sembra proprio che quest’anno non voglia portare i doni ai bambini, l’uccellino Cucù e la renna Strenna preoccupati chiedono aiuto alla Befana: quale cruccio affligge Babbo Natale?
È deluso dai comportanti degli adulti, che dimenticano troppo facilmente le buone promesse fatte quando erano bambini.
L’uccellino Cucù trova la soluzione suggerendola ai bambini: saranno loro a portare, in dono ai grandi, i valori dimenticati, scrivendoli sui piccoli orologi a cucù da personalizzare, che verranno distribuiti a tutti dagli attori della Compagnia.
Finale con l’allegra canzonetta di Natale che coinvolgerà tutti, lasciano un ricordo indelebile dell’avventura vissuta.
Lo spettacolo, originale della compagnia, nasce nell’autunno 2011 quando cominciava ad essere sempre più nominata la ormai oggi conclamata “crisi” con tutti i suoi effetti, economici e soprattutto sociali.
Le ultime generazioni, sono inconsapevolmente investite da una quotidianità carica di messaggi contraddittori e preoccupanti, echi, provenienti dalla realtà che li circonda, portatori di tutte quelle conseguenze che ricadono, più o meno direttamente e indirettamente, nelle loro famiglie in forma di commenti pessimistici, di tensioni e tutto ciò che di meno piacevole il mondo degli adulti produce a volte sottovalutandone la percezione da parte dei bambini.
Occuparsi dell’infanzia per quanto riguarda gli aspetti più prettamente legati alla crescita e alla protezione fisica (a volte anche in maniera esasperata), dedicare a questo target la più vasta gamma di opportunità commerciali e di consumo di beni mediatici, ritenendo con ciò di appagarne le esigenze fondamentali, sembrano ormai fattori acquisiti dalla società.
Accompagnare la fanciullezza anche nell’assimilazione e nell’accomodamento di ciò che l’ambiente le riserva, in ogni epoca e condizione socio culturale, significa, a nostro avviso, custodirne le migliori peculiarità umane e avviarle nell’evoluzione cognitiva e costruttiva, e rappresenta uno dei compiti basilari di coloro che operano nel settore educativo, sia in ambito didattico che ludico-culturale.
Da questa ottica di fondo sfociano, con diverse forme e sfumature, tutte le produzioni teatrali, i percorsi formativi e ludici curati dalla Compagnia delle Bollicine.
In particolare, Me l’ha detto l’uccellino, ne costituisce una delle più riuscite conferme.
Il titolo si rifà alla frase comunemente usata, forse oggi un po’ in disuso, per indicare un fatto importante di cui si è venuti a conoscenza da fonte sicura e indiscutibile, (senza bisogno di intercettazioni telefoniche) in quanto il personaggio che fa da filo conduttore è il più piccolo, sincero e coraggioso che ci si potrebbe aspettare: l’uccellino dell’orologio a cucù di Babbo Natale. Come un vero inviato speciale, partirà per un lungo viaggio e, insieme a Gennarino, lo zampognaro della Befana, raggiungerà i bambini per chiedere il loro aiuto che si rivelerà prezioso.
Il contenuto vuole dispiegare, in maniera leggera e ironica, i temi dei “cattivi comportamenti” dei grandi, di cui le quantità massicce di notizie invadono le case tramite i mass media, offrendo immagini decodificabili e comprensibili ai bambini, con un linguaggio visivo e verbale studiato con cura, immediato e poetico al tempo stesso, che sappia stimolare l’attenzione e il senso critico del pubblico infantile.
Nell’allestimento, i tempi teatrali sono scanditi dall’alternanza ritmica di scene di burattini e d’attore.
Nel boccascena superiore del teatrino, con scenografie tridimensionali lignee, il mondo fiabesco di Babbo Natale e la Befana viene profferto in modo affatto illusorio, in maniera divertente e accattivante, i personaggi esprimono sentimenti importanti ricchi di spunti sui quali riflettere.
A terra, tre scene con i duetti d’attore, offrono una movimentata e incisiva panoramica di tipologie umane: i primi quattro sono la caricatura grottesca dei peggiori elementi femminili e maschili; gli ultimi due restituiscono la gioia e la fiducia nella incrollabile possibilità di vincere contro la negatività, coinvolgendo il pubblico in un momento di partecipazione collettiva nel dialogo con i burattini e nel canto finale per il rinnovamento dei valori positivi universali.
Infine, per rendere ancora più tangibile la memoria, donano a tutti i bambini un piccolo orologio a cucù in cartoncino costruito artigianalmente con la tecnica pop-up, che ognuno potrà rifinire e personalizzare, decorandolo e scrivendoci dentro il proprio messaggio da portare in famiglia.
Nelle stagioni natalizie 2011 e 2012, lo spettacolo è stato rappresentato in molte occasioni, sia al chiuso che all’aperto, raccogliendo ottimi apprezzamenti, sia dal pubblico infantile che adulto.
Festa in maschera nel bosco
scritto da TIZIANA DI NORCIA
Liberamente tratto da una delle tante classiche fiabe di Esopo
Lo spettacolo è scritto appositamente per il pubblico della scuola dell’infanzia.
La famosa fiaba di Esopo “La lepre e la tartaruga” è l’episodio centrale di una divertente vicenda che vede protagonisti numerosi animaletti del bosco alle prese con i preparativi per la festa di carnevale. L’uso dei dialetti caratterizza in maniera cromatica i caratteri dei diversi personaggi dando allo spettacolo una accezione anche tipica del teatro dei burattini.
La narratrice clown facilita la comprensione stimolando la partecipazione attiva dei bimbi.
L’emozionante epilogo coinvolge tutti e il leprotto sbadato imparerà la lezione recuperando la simpatia e la benevolenza degli amici animaletti.