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Italia

Me l'ha detto l'uccellino

novella natalizia


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Babbo Natale è triste, sembra proprio che quest’anno non voglia portare i doni ai bambini, l’uccellino Cucù e la renna Strenna preoccupati chiedono aiuto alla Befana: quale cruccio affligge Babbo Natale?

È deluso dai comportanti degli adulti, che dimenticano troppo facilmente le buone promesse fatte quando erano bambini.

L’uccellino Cucù trova la soluzione suggerendola ai bambini: saranno loro a portare, in dono ai grandi, i valori dimenticati, scrivendoli sui piccoli orologi a cucù da personalizzare, che verranno distribuiti a tutti dagli attori della Compagnia.

Finale con l’allegra canzonetta di Natale che coinvolgerà tutti, lasciano un ricordo indelebile dell’avventura vissuta. 

Lo spettacolo, originale della Compagnia, nasce nell’autunno 2011 quando cominciava ad essere sempre più nominata la ormai oggi conclamata “crisi” con tutti i suoi effetti, economici e soprattutto sociali. 

Le ultime generazioni, sono inconsapevolmente investite da una quotidianità carica di messaggi contraddittori e preoccupanti, echi, provenienti dalla realtà che li circonda, portatori di tutte quelle conseguenze che ricadono, più o meno direttamente e indirettamente,  nelle loro famiglie in forma di commenti  pessimistici, di tensioni e tutto ciò che di meno piacevole il mondo degli adulti produce  a volte sottovalutandone la percezione da parte dei bambini. 

Occuparsi dell’infanzia per quanto riguarda gli aspetti più prettamente legati alla crescita e alla protezione fisica (a volte anche in maniera esasperata), dedicare a questo target la più vasta gamma di opportunità commerciali e di consumo di beni mediatici, ritenendo con ciò di appagarne le esigenze fondamentali, sembrano ormai fattori acquisiti dalla società. 

Accompagnare la fanciullezza anche nell’assimilazione e nell’accomodamento di ciò che l’ambiente le riserva, in ogni epoca e condizione socio culturale, significa, a nostro avviso, custodirne le migliori peculiarità umane e avviarle nell’evoluzione cognitiva e costruttiva, e rappresenta uno dei compiti basilari di coloro che operano nel settore educativo, sia in ambito didattico che ludico-culturale. 

Da questa ottica di fondo sfociano, con diverse forme e sfumature, tutte le produzioni teatrali, i percorsi formativi e ludici curati dalla Compagnia delle Bollicine.

In particolare, Me l’ha detto l’uccellino, ne costituisce una delle più riuscite conferme. 

Il titolo si rifà alla frase comunemente usata, forse oggi un po’ in disuso, per indicare un fatto importante di cui si è venuti a conoscenza da fonte sicura e indiscutibile, (senza bisogno di intercettazioni telefoniche) in quanto il personaggio che fa da filo conduttore è il più piccolo, sincero e coraggioso che ci si potrebbe aspettare: l’uccellino dell’orologio a cucù di Babbo Natale. Come un vero inviato speciale, partirà per un lungo viaggio e, insieme a Gennarino, lo zampognaro della Befana, raggiungerà i bambini per chiedere il loro aiuto che si rivelerà prezioso. 

Il contenuto vuole dispiegare, in maniera leggera e ironica, i temi dei “cattivi comportamenti” dei grandi, di cui le quantità massicce di notizie invadono le case tramite i mass media, offrendo attraverso il gioco teatrale immagini decodificabili e comprensibili ai bambini, con un linguaggio visivo e verbale studiato con cura, immediato e poetico al tempo stesso, che sappia stimolare l’attenzione e il senso critico del pubblico infantile. 

Nell’allestimento, i tempi teatrali sono scanditi dall’alternanza ritmica di scene di burattini e d’attore.

Nel boccascena superiore del teatrino, con scenografie tridimensionali lignee, il mondo fiabesco di Babbo Natale e la Befana viene profferto in modo affatto illusorio, in maniera divertente e accattivante, i personaggi esprimono sentimenti importanti ricchi di spunti sui quali riflettere. 

A terra, tre scene con i duetti d’attore, offrono una movimentata e incisiva panoramica di tipologie umane: i primi quattro personaggi sono la caricatura grottesca di stereotipi negativi femminili e maschili: il tipico uomo di potere e la sua segretaria-infermiera Moneta, il traffichino senza scrupoli Attila e la signora super - impellicciata che vede solo la sua lista dei regali più lussuosi  incurante di ogni altro valore; gli ultimi due, Bignè e Pedropan clown musicisti, restituiscono la gioia e la fiducia nella incrollabile possibilità di vincere contro la negatività, coinvolgendo il pubblico in un momento di partecipazione collettiva nel dialogo con i burattini e nel canto finale per il rinnovamento dei valori positivi universali.

Infine, per rendere ancora più tangibile la memoria, donano a tutti i bambini un piccolo orologio a cucù in cartoncino costruito artigianalmente con la tecnica pop-up, che ognuno potrà rifinire e personalizzare, decorandolo e scrivendoci dentro il proprio messaggio da portare in famiglia. 

Nelle stagioni natalizie dal 2011 in poi, lo spettacolo è stato rappresentato in molte occasioni, sia al chiuso che all’aperto, raccogliendo ottimi apprezzamenti, sia dal pubblico infantile che adulto.



Scheda tecnica: Me l’ha detto l’uccellino

scrittura e sceneggiatura: Tiziana Di Norcia

Regia: Pietro Marchiori

Cast artistico: Pietro Marchiori, Tiziana Di Norcia

Musiche: Tiziana Di Norcia, Schumann,

Materiale tecnico di scena: Baracchino a doppio boccascena di 2x2m, luci colorate, impianto voci 2000W. Larghezza m. 7, Profondittà m. 3, Altezza: m. 2,50, Carico Elettrico: 3 Kw 

Tecniche: Attori, burattini, oggetti tridimensionali, disegni

Burattini e scenografie: Pietro Marchiori, Tiziana Di Norcia

Tempo di scarico montaggio e smontaggio: Un’ora e mezza

Durata: Un’ ora circa

Esigenze tecniche: Quadratura nera, su pavimento o su palco 5mX5m

Pubblico: 6-11 anni